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Notte Noir, Carlo Lucarelli e i Radiodervish a Soleto

Soleto, patria del famoso alchimista Matteo Tafuri che, si narra, edificò la torre campanaria in una sola notte con l’aiuto del demonio, città delle streghe e degli stregoni, inserita negli itinerari dei principali siti internet e guide ai luoghi misteriosi d’Italia, rende omaggio al mistero e al “lato oscuro dell’animo” con una Notte Noir che si svolgerà giovedì 20 agosto.

L’intera manifestazione, dedicata a delitti, crimini, investigazioni e storie oscure tra musica, teatro e cinema, si svolgerà a partire dalle 20.00 all’interno della Villa Comunale, allestita per l’occasione come la scena di un crimine in cui gli indizi e una mappa permetteranno al pubblico di scoprire gli spettacoli.

L’evento principale della serata sarà la presenza di Carlo Lucarelli e dei Radiodervish che si esibiranno (ore 23.00) in Note sull’ottava vibrazione, in cui lo scrittore racconta l’avventura italiana in Eritrea con le pagine del suo romanzo “L’ottava vibrazione”. Le sue parole si rivestiranno con la forza, l’atmosfera, la suggestione, il ritmo della musica dei Radiodervish.

Una serie di eventi satellite ruoteranno intorno al momento clou della serata. Si parte alle 20.00 con lo spettacolo per burattini e ombre Il D’ sul fico di Marzia Quartini e Giovanni De Blasi. Tratto da una favola salentina, Il D’ sul fico narra la storia di Tore e della moglie, due poveri contadini che non hanno di che mangiare e la cui unica fonte di sostentamento è il grosso albero di fico piantato fuori dalla loro umile casetta. Stufo delle continue lamentele della moglie Tore decide di vendere l’anima al Diavolo (il D’) pur di ottenere delle ricchezze. Raccontato col tono lieve e scanzonato della commedia, lo spettacolo riprende la storia del Faust e la adatta alla tradizione che vuole tra l’altro che il Diavolo non venga mai neppure nominato.

Alle ore 21 Carlo Lucarelli dialogherà con un giornalista sul rinato interesse del pubblico rispetto al noir, al fiorire e all’affermarsi di una letteratura italiana di genere, al successo televisivo di trasmissioni, film e serie dedicate all’argomento.

A seguire si potrà assistere a tre reading noir, storie per attori e musicisti. All’interno della Villa Comunale saranno allestite tre postazioni che prenderanno luce e animeranno gli angoli del giardino. Ogni postazione offrirà un reading in cui la voce dell’attore interagirà con il suono prodotto dai musicisti. Un percorso letterario e fisico che accompagnerà il pubblico in un viaggio a tappe alla scoperta di un genere, dei suoi autori e delle sue atmosfere.

Gli spettatori dovranno compiere un percorso per assistere ai tre spettacoli che si svolgeranno in successione: Niente più niente al mondo tratto dal monologo di Massimo Carlotto con Antonella Iallorenzi e Giada Giovanile; Il nome della rosa, dal celebre romanzo di Umberto Eco, con Dario Goffredo e José Luis Molteni e una lettura tratta dallo spettacolo di Principio Attivo Teatro L’Incendiario liberamente ispirato a Fahrenheit 451 di e con Otto Marco Mercante e Antonio Capoccia all’armonica.

Dopo il concerto di Radiodervish e Carlo Lucarelli chiuderanno la serata le sonorizzazioni dal vivo di note pellicole noir e pulp con il rock and roll dei Gecols, giovane formazione di Soleto composta da Francesco “Cammello” Catalano (voce e chitarra), Flavio Aprile (batteria), Matteo Attanasi (basso) e la Band del Tarantino, una banda di “Iene” armate di chitarre, tamburi, trombe, katana e pistole finte, Sei musicisti alle prese con le più belle e famose canzoni tratte dalle colonne sonore di Kill Bill, Pulp Fiction, Le Iene, Dal Tramonto all’Alba, Jackie Brown, Grindhouse di Quentin Tarantino. Uno spettacolo di grande impatto visivo che intriga il cinefilo più accanito ed allo stesso tempo, cattura lo spettatore inconsapevole.

Schede

L’ottava Vibrazione

Massaua, 1896. Nel catino rovente di una città sensuale e cosmopolita tutti i destini si intrecciano. Mentre un detective non autorizzato è ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini, uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo, verso il proprio destino. Verso la piú colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia subito. La battaglia di Adua. Un grande romanzo di guerra e d’amore. E di delitti. Una storia epica rinasce dall’ombra del passato e irrompe in una luce cupa e visionaria, splendida e dannata. Tutte le voci, i dialetti e le lingue, sono il tessuto di un romanzo corale dove inferno e salvezza abitano insieme. Gli amori i tradimenti i deliri e le perversioni piú folli si intrecciano all’innocenza più pura, l’arroganza dei potenti vive accanto alla comunità degli umili, la magia e il quotidiano si fondono. Lo scrittore che ha rinnovato il noir italiano porta la propria indagine della «metà oscura» dell’anima in un nuovo, inesplorato terreno. Dove una pagina oscura della nostra storia diventa leggenda.

Carlo Lucarelli è nato il 26 ottobre 1960 a Parma, vive tra Mordano (Bo) e San Marino. Affermato scrittore di letteratura gialla e noir, sa mescolare sapientemente i generi tra loro ottenendo risultati sorprendenti. Ha scritto diversi romanzi, saggi e racconti tradotti e pubblicati anche in molti paesi esteri. Dalle sue opere sono state tratte fiction per la Tv e film per il cinema. Ha scritto anche per la televisione, il teatro, il fumetto, la radio. Ha ricevuto diversi premi letterari.

I Radiodervish nascono a Bari nel 1997 dal sodalizio artistico tra Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, già assieme nella precedente formazione Al Darawish. La differenza culturale delle loro origini dà vita a canzoni che sono intese come piccoli laboratori all’interno dei quali si svelano varchi e passaggi tra oriente ed occidente, le cui tracce sono i simboli e i miti delle culture del Mediterraneo, luogo di confine che unifica nel momento stesso in cui separa. Il risultato è un raffinato disegno sonoro tracciato dall’incontro della melodia con testi cantati in italiano, arabo, inglese e francese che affondano le radici sia nella tradizione araba che nella musica occidentale, e che li rende originali ed innovativi nel panorama della world music e in quello della musica d’autore italiana. Presenti nei principali festival, nelle rassegne e nei teatri di tutta Italia (dal Premio Tenco al festival di Villa Arconati a Milano, da Arezzo Wave alla Notte della Taranta), i Radiodervish vantano anche importanti esibizioni all’estero: Beirut, Bruxelles, Atene, Parigi al prestigioso Théatre de l’Olympia. In otto anni di attività, con al fianco sempre Alessandro Pipino che collabora con loro nella composizione e negli arrangiamenti, hanno collaborato con numerosi musicisti internazionali da Noa ad Amal Morkus, da Rim Banna a Nicola Piovani, dai CSI a Jovanotti, Stewart Copeland e l’Orchestra Araba di Nazareth.

Niente più niente al mondo: quasi un racconto etnografico senza detective e senza indagine se non quella dello stesso autore e di noi che leggiamo. C’è però un contesto, ossia la Torino post-operaia in cerca di un’altra identità. C’è un delitto. E c’è la voce di una donna di 45 anni, domestica a ore. La tragedia potrebbe essere evitata se la voce di questa donna trovasse ascolto, se i suoi pensieri non rimanessero ancorati ai modelli consumistici e se da qualche parte riuscisse a riconoscere un po’ d’amore. Ma è molto difficile guardarsi dall’esterno, ancora di più se non si hanno gli strumenti adatti. E il fato si compie.

Il nome della rosa. Tutti conoscono il celebre romanzo di Umberto Eco, edito per la prima volta nel 1980. L’opera è ambientata nel Medioevo e viene presentata come il manoscritto di un anziano frate che ha trascritto un’avventura vissuta da novizio in compagnia del suo maestro presso un monastero benedettino dell’Italia settentrionale. La narrazione, scandita dai ritmi della vita monastica, vede protagonisti Guglielmo da Baskerville, frate francescano, e il novizio Adso da Melk, il narratore della storia che ci guiderà attraverso le abitudini della vita dei monaci, le preghiere e i canti di lode a scoprire, dato il tema della serata, morti misteriose e avvincenti indagini.

L’incendiario. In una società che si avvicina sempre più a quella narrata dal romanzo Fahrenheit 451, non tanto per i roghi, ma per quel senso di guerra imminente e per quel sentimento di oppressione che ci attanaglia, sentimento di vita che noi non riusciamo a dominare, ma che ci domina, lo sguardo si posa sul protagonista, sul suo senso di estraneità e poi di rifiuto che si viene a definire nello svolgere del testo. Una forma spettacolare di narrazione-azione che ripercorre quindi lo stato psico-mentale del protagonista del romanzo di Ray Bradbury, di sicurezze che cominciano a vacillare, di una presa di coscienza che lentamente si fa strada, di un percorso individuale che egli compie fino alla fuga: da pirofilo a lettore, da uomo dell’ordine costituito a fuorilegge, da persecutore a perseguitato. Ma in questo percorso l’uomo, braccato dalla società che tende ad eliminarlo, non ne viene schiacciato, ma riesce a sopravvivere trovando quella felicità, quello stato di pace che non era riuscito a costruirsi nella massificazione a cui era stato costretto nella sua precedente vita. Ricominciare tutto mutando il punto di vista sul mondo, l’ottica a cui eravamo abituati.

Ore 20.00 Ingresso gratuito
Villa Comunale – Soleto (LE)
Info. 0832.303707


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Andrea 20 agosto 2009 Eventi Vari No Comment

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