Pierluigi Mele presenta il suo libro: Da qui tutto è lontano
Credo nel sole, le nuvole, il vento, la neve,
la stagione improvvisa che torna,
la luna nel pozzo e nei conti che tornano.
Da qui ogni pena è lontana, stanotte,
lo scontento, il dovere, da qui ora tutto è lontano.
Credo in questa terra.
E bisogna amarla questa terra. Bisogna per intero prenderla com’è.
Come un dono, un’ossessione. Perché dal Sud si fugge,
al Sud si ritorna per la vita intera. Come al grembo. Al luogo del delitto.
Al piacere della prima volta. Al dispiacere per qualcuno.
Credo nell’illusione delle parole, ma credo che un canto
valga più di tutti i libri che leggeremo.
Credo che la poesia viva dovunque, che sia lei a cercarci,
siete voi la poesia, senza saperlo,
sono le vostre teste calde, i vostri salti sino all’alba,
le vostre mani strette nei sogni dell’una e dell’altro.
Credo nelle vostra intelligenza, nella vostra sfrontatezza,
pretendete il cielo da un canto,
pretendete il cielo da chi vi è accanto.
Credo in chi si commuove per le sciocchezze
e ride senza motivo come un idiota nei campi.
Credo nella semplicità e la invidio.
Nella semplicità e la invidio.
Credo in chi non ho mai veduto
eppure conosco da sempre,
in chi alla fatica sfiorisce ma intanto cammina.
Credo in chi ascolta, nei vecchi che svelano siccità e abbondanza
con il fiuto dei cani.
E soprattutto credo nel giorno
in cui nelle prime file delle autorità
siederanno i bambini.
Pierluigi Mele
(estratto dal romanzo “Da Qui Tutto È Lontano, Lupo Editore, 2009)
Prosegue, sempre alle 20.30, al Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso, 8 a Lecce, la nona edizione di Le Mani e l’Ascolto. La rassegna di parole e di suoni propone: 29 dicembre Il libro di Pierluigi Mele, Da qui tutto è lontano, Lupo – La musica di Raffaele Vasquez, Nicotina 06
Da qui tutto è lontano esce nella sua seconda edizione con un intenso inedito, un lungo e serrato dialogo tra la regina Voisàva e la giovane Violetta. Due figure apparentemente lontane tra loro, ma che scoprono, sulla scia delle proprie confessioni, una comune e viscerale urgenza di vivere. Al di là dei facili incantamenti, dice infatti uno dei personaggi: “Un amore può rivivere sempre, ma non tornano gli occhi con cui lo guardavi”. Un palazzo affacciato sul mare, in un sud intriso di miti e aromi. La vita scorre indocile, all’ombra di Mezzaluna, stravagante sovrano. Quello di Pierluigi Mele è un romanzo di intensa poesia, capace di rievocare ora il teatro dell’assurdo, ora il dramma greco per la grandezza delle solitudini e la tensione che sprigiona. Indimenticabili i passi sulla natura e i profili femminili. Il tutto è retto da una scrittura originale e moderna, che ci spinge ad andare oltre le parole, a sondare i simboli, in una totale avventura delle emozioni.
Le prossima serata:
30 dicembre
La poesia di Giuseppe Greco
La musica di Roberto Gagliardi e Massimiliano Ingrosso, Melting pot duo
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