“ARCA” Collettiva d’arte
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“Un artista è un veggente, esprime l’inesprimibile della sua epoca e dà vita, nell’immagine e nell’azione, a ciò che il bisogno incompreso di tutti attendeva, nel bene e nel male, per la salvezza di quell’epoca o per la sua rovina.” C.G. JUNG XVIII sec.
Così l’arte si fa specchio della società, si adatta (a fatica) alle continue trasformazioni della società contemporanea e tende ad assumere identità frammentarie, sfalsate e solip…sistiche, in cui è facile “perdersi”. L’uomo è oggi cosciente della molteplicità e l’arte lo pone davanti al riconoscimento “de facto” della diversità espressiva dell’agire artistico. Pertanto, in una società come la nostra, eterogenea socialmente e culturalmente, l’arte ,e la sua espressione,si fa “legenda” e “contenitore” di molteplici segni complessi. Essa diviene eccellente strumento per il riconoscimento nella comprensione critica dell’identità e della diversità culturale, del mondo proprio e altrui, sollecitando il dialogo costruttivo e il confronto tra gli individui e la società. In tal modo il nome ”ARCA” (termine che deriva dal latino “à-rceo” che significa “contenere” e dal greco “à-rkso”, “riparo”), pone in essere l’evento d’arte contemporanea pensato, analizzato e approfondito nella riflessione artistica dei suoi organizzatori. Importante è stata la scelta di dare tale nome alla mostra di arti visive, che si terrà nel palazzo comunale di Trepuzzi (Le), poiché importante è la sua storia etimologica e culturale: i romani chiamavano “arca” qualsiasi tipo di cassa, utilizzata come contenitore o come scrigno. I mistici intendevano con questo termine il punto più segreto e sacro dell’animo umano, ovvero il petto, unica parte anatomica considerata più adatta a ricevere la sacra illuminazione (“arca cordis”). Quest’ultima fu sentita come vaso alchemico in cui si compie la trasmutazione delle sostanze. Con un linguaggio più contemporaneo, ma inserito comunque nella ricerca spirituale e d’ispirazione dell’uomo, si può parlare qui, di psicologia delle emozioni che ha per soggetto sempre lo stesso, il cuore, così la trasmutazione di sostanze e colori, quelli dell’anima. “ARCA” come fucina di idee, per Noè la salvezza dal diluvio universale, per i giovani artisti “identità salvifica”. La creatività è nucleo fondante della persona e ne costituisce la matrice identificativa. Come profetizza Jung, l’espressione degli artisti è un bisogno (incompreso) di tutti, loro sono specchio del vissuto della nostra epoca e ne sono anche la “salvezza”, perchè con i loro mezzi e con le loro tecniche ripuliscono lo sguardo sulla realtà da inutili e ridondanti sovrastrutture mentali. “Partoriscono” le opere con illuminata verità ,nella quale solo si cresce, e loro sono certamente destinati a crescere e a farsi guida, come in una barca/arca nel mare in tempesta, di tutti noi “civilizzati”.
La mostra sotto il significato, anch’esso variegato, di “arca”, vuole armonizzare e raggruppare le diverse tecniche degli artisti che espongono facendosi ,quindi, contenitore e casellario di quella parte pulsante della società che è la cultura e l’espressione artistica contemporanea.
di MARINA CATALANO
EVENTO CREATO DA: Fabio Andriani, Cristian Cuna, Nadia Mazzotta
ARTISTI IN MOSTRA: Cascione Loredana, Cuna Cristian, De Tuglie Salvatore, Doria Roberta, Ferrante Paolo, Giancane Dario, Leo Pierpaolo,
Magno Moreno, Mangione Alessandro, Marsano Luca, Paladini Carmen, Panico Diego, Perrone Oronzo, Perrone Renzo, Speranza Francesca, Vetrugno Pasquale.
27/12/2010 Presso palazzo Marchesale di Arnesano(Le) ore 20.30
Contatto Email: info@dariogiancane.it…
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